La maggior parte delle calzature, anche quelle vendute come «sostenibili», ha un difetto nascosto: è incollata. E ciò che è incollato non si separa — quindi, a fine vita, non si ricicla. Il design for disassembly nasce per risolvere questo problema alla radice.
Cos’è il design for disassembly
È l’idea di progettare un prodotto pensando fin da subito a come verrà smontato a fine vita. Non un ripensamento finale, ma un principio di partenza: ogni componente deve poter essere separato e recuperato.
Il problema della colla
Adesivi e collanti chimici uniscono in modo permanente materiali diversi — tomaia, suola, sottopiede. Il risultato è un oggetto solido ma inseparabile: per riciclarlo servirebbe distruggerlo. Togliere la colla significa restituire alla scarpa la possibilità di tornare materia.
Perché l’ESPR lo premia
Il nuovo Regolamento europeo sull’ecodesign (ESPR) indica esplicitamente la progettazione per lo smontaggio e la riciclabilità tra i requisiti dei prodotti del futuro. Progettare per smontare non è più solo virtuoso: sta diventando la direzione obbligata.
Come si progetta per smontare
- Meno materiali diversi: privilegiare soluzioni mono-materiale o facilmente separabili.
- Giunzioni reversibili: cuciture e incastri al posto di adesivi permanenti.
- Meno componenti: semplificare la struttura riduce i punti critici del riciclo.
Matoo applica questo principio in modo radicale: costruzione senza colla né chimica, ispirata a un antico sapere artigiano. Una scarpa che si può davvero smontare — e rinascere.


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