Immagina di inquadrare un QR sull’etichetta di una scarpa e di sapere, in un istante, di cosa è fatta, da dove arriva e come si ricicla. È l’idea del Digital Product Passport (DPP), uno degli strumenti chiave dell’ESPR.

Cos’è il DPP

Il Passaporto Digitale di Prodotto è una carta d’identità digitale associata a ogni prodotto. Non è il codice QR in sé: il QR (o un tag NFC) è solo il punto di accesso a un insieme strutturato di informazioni conservate online.

Cosa contiene

Le specifiche in discussione prevedono decine di informazioni — si parla di circa 49 punti dato per il tessile — organizzate per categorie. In una prima fase: composizione delle fibre, paese di produzione, conformità chimica e certificazioni (come OEKO-TEX o GOTS). In una fase successiva: impronta di carbonio, consumo d’acqua, riciclabilità, riparabilità e durabilità.

Come si legge: QR, NFC e GS1 Digital Link

Il supporto dati può essere un QR code o un tag NFC. La direzione tecnica prevalente è lo standard GS1 Digital Link, che permette a un singolo codice di collegare informazioni diverse a destinatari diversi. Il vettore è solo la porta d’ingresso: il passaporto vero e proprio vive nei dati a cui rimanda.

Chi vede cosa

Non tutti accedono alle stesse informazioni. Il modello prevede accessi differenziati: il consumatore vede ciò che gli serve per un acquisto consapevole e per il fine vita; riparatori e riciclatori vedono i dati tecnici utili al loro lavoro; le autorità doganali e di vigilanza verificano la conformità. I dati commercialmente sensibili non sono esposti a chiunque.

Quando arriva

Il registro europeo del DPP è operativo dal 19 luglio 2026. Per il tessile, l’atto delegato che definirà i requisiti è atteso intorno al 2027, con applicazione stimata dal 2028. Restano da chiarire alcuni dettagli, come il livello di dettaglio richiesto (per modello, lotto o singolo pezzo).

Perché per un brand circolare è un vantaggio

Per chi ha davvero qualcosa da mostrare, il DPP non è un peso ma una prova: trasforma la sostenibilità da promessa a dato verificabile, e diventa una difesa concreta contro il greenwashing.

In Matoo ogni prodotto nasce con il suo Passaporto Digitale: non chiediamo fiducia, mostriamo i dati.


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